OvitoplaDati catastali


Altro nome: Inghiottitoio dell’Ovito3 A 

Comune: Cappadocia (AQ) - località: Ovito - quota: 1045 m (pozzo); 1030 (inghiottitoio)
Carta IGM 1:25000: 145 II SO Tagliacozzo - coordinate: 0°48’54”0 (13°16’02”4) - 42°01’42”4
carta CTR 1:10000 (Abruzzo): 367 160 Cappadocia - coordinate: 2.376.540 - 4.654.460
Dislivello: -96 m - sviluppo planimetrico: 160 m
Area protetta di riferimento: SIC IT7110091 “Monte Arunzo e Monte Arezzo”
Itinerario
Da Cappadocia si prende la strada per Tagliacozzo. Dopo 2,7 km si svolta a sinistra ad un bivio segnalato da un’indicazione turistica: la strada scende per 700 m fino al piazzale da cui parte il sentiero di accesso, che percorre il fondovalle per 300 m, raggiungendo il cancello di ingresso. La grotta è turistica, ma attrezzata solo nel primo tratto con passerelle metalliche (5 minuti di cammino).
Descrizione
L’Ovito di Petrella è un inghiottitoio nel quale si riversano le acque del campo chiuso omonimo, di 6 km2 di estensione. L’imbocco (punto 1) è costituito da una spaccatura larga un paio di metri e alta alcuni metri lungo l’interstrato che immerge di 50° verso NW. Con uno scivolo alto quasi 10 m il torrente si getta in un lago (lago “Marcello”) esteso 10x8 m e profondo un paio di metri. Dall’altra parte della superficie d’acqua lo sfioro è costituito da una finestra che affaccia in un ampio pozzo illuminato dall’alto attraverso una grande apertura esterna (P48). Dall’ingresso a inghiottitoio, invece di scendere fino al lago, è però più conveniente percorrere la comoda galleria “delle Firme”, dal 1993 attrezzata per la visita con passerelle in acciaio. Alta da 4 a 8 m, larga 1,5-2 m e lunga una quarantina di metri, la galleria è impostata sui due sistemi di frattura che determinano l’andamento dell’intera grotta: circa E-W, superando un terzo ingresso (piccolo camino) e fino a un gomito, e circa NW-SE, fino a sbucare (punto 5) nel P48, 5 m più in alto rispetto alla finestra del lago “Marcello”. Il P48, con imbocco largo una quindicina di metri, si apre sul versante compreso fra la strada Tagliacozzo-Petrella Liri e il fondovalle. Inserendosi nel P48 dalla galleria “delle Firme” rimangono da scendere 22 m. Dal parapetto della passerella (punto 5) la calata nel pozzo è spettacolare, con di fronte la cascata formata dalle acque uscenti dal lago “Marcello”. L’ampia base del pozzo affaccia direttamente su un secondo pozzo: il “Grande Scivolo”, profondo 25 m. L’imbocco è ampio (6-7 m), l’acqua scende a scivolo nella parte centrale, mentre ai lati il salto è a gradoni. Il pozzo termina in una grande e bella sala (15x25 m, alta 20 m), la cui base è ingombra di detrito e massi. Sul lato opposto al “Grande Scivolo” scende una colata calcitica, alla sommità della quale parte uno stretto cunicolo. Si procede seguendo l’acqua che scorre in una bella galleria, larga 3 m. Dopo una quindicina di metri si scende uno scivolo con una pozza d’acqua alla base, quindi si avanza ancora in galleria per una dozzina di metri fino all’orlo di un salto. L’acqua si getta a cascata nel salto, profondo 10 m, con belle colate calcitiche. Per superare il salto è conveniente passare a destra in un condotto largo un metro e mezzo, aggirandolo e scendendo dalla parte opposta alla cascata. Alla base, ampia 2,5 m, è presente una vasca d’acqua. La grotta continua in una galleria che si stringe progressivamente fino a 1,5 m, con la volta “a botte” alta solo 1,3 m. Dopo meno di 30 m, superata una curva, il condotto, ora largo solo 70 cm, sbuca nella sala terminale (punto 21), larga 3,5 m, dove un lago-sifone preclude la prosecuzione (-96). Non è stata osservata alcuna corrente d’aria. La portata del torrente è molto variabile: mentre
alla fine dell’estate normalmente l’acqua ristagna, durante l’inverno le piene possono essere molto violente.
Stato dell’ambiente
La grotta è nota “da sempre”; negli anni ’20 e nel 1959 sono state condotte le esplorazioni della grotta, il cui tratto interno fino ad oggi è stato oggetto di diverse centinaia di visite. Il corso d’acqua inghiottito nell’Ovito, scorrendo in zone antropizzate, ha presumibilmente scadenti caratteristiche di qualità. Non si segnalano alterazioni ambientali significative nelle gallerie interne della grotta. Nel 1993 è stato realizzato un intelligente percorso turistico che, impiegando passerelle in griglia metallica posizionate nella galleria naturale “delle Firme” arriva ad affacciarsi sul grande pozzo con cascata assecondando la naturale morfologia dei luoghi. A questo si aggiunge la possibile agevole rimovibilità delle strutture e l’assenza di illuminazione artificiale, peraltro inutile in un sito naturalmente esposto alla luce.
Note tecniche
Dall’ingresso si seguono le passerelle in acciaio fino al pozzo iniziale, che dal parapetto è profondo 22 m (corda 25 m). Scivolo 25 (corda 40 m), traverso su laghetto (corda 15 m), P10 aggirato in parte con condotta in alto e discesa dalla parte opposta alla cascata (corda 10 m), lagosifone (-96).
Storia delle esplorazioni
La grotta viene citata da SEGRE (1948a) che accenna a quattro tentativi di discesa avvenuti negli anni 1924-26 da parte del CSR (P. Pietromarchi, C. Franchetti, A. Datti, L. Tosti di Valminuta): gli esploratori arrivarono alla sala alla base del “Grande scivolo”. Il 5 luglio 1959, lo SCR (F. Burragato, M. Chimenti, S. Mainella, G.C. Negretti, R. Pastina e A. Todeschini) raggiunse il fondo.

Bibliografia
ABBATE, 1903; ARGENTI, 1995; BOEGAN, 1928; CHIMENTI, 1959; CIRCOLO SPELEOLOGICO ROMANO, 1963b; DATTI,
1926b; DATTI, 1926d; NIZI, 1981; SEGRE, 1948a.

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